La Coop al centro

Non è un qualsiasi supermercato quello che aprirà sul “Viale della Gloria” in centro a Busto Arsizio.

Veduta di Busto ArsizioQuando si parla di Coop si toccano i fili di una tradizione storica che ha coinvolto Busto Arsizio fin dagli inizi del secolo scorso. Siamo nel 1893 quando nel centro di Busto, in Canton Santo, la “Cooperativa operaria di consumo “ ha aperto il suo primo “spaccio”. Qualcuno ricorderà in Piazza Santa Maria, il negozio Coop, rimasto aperto fino agli anni 70, nato come Macelleria della “Cooperativa edificatrice”. La Coop è una presenza mai interrotta nella storia di Busto. Dal 1909, anno di costituzione della “Cooperativa operaria edificatrice e di consumo “, molto sembra cambiato perché la nuova Coop su viale Duca d’Aosta poco somiglia apparentemente ai 21 piccoli negozi della “Cooperativa edificatrice“ diffusi in città dall’inizio del secolo scorso.

Ma esiste più di un elemento di continuità che riconduce la nuova realtà di viale Duca d’Aosta alla storia della città e dell’Alto Milanese. Si tratta del frutto di un’organizzazione e di un movimento cooperativi, cioè di un associarsi di energie economiche e di volontà, capaci nel tempo di innovarsi, che conservano ancora oggi i caratteri costitutivi della solidarietà e della collaborazione tra soci.

C’è inoltre un orientamento costante che ha indirizzato e motivato le scelte del movimento cooperativo: l’attenzione alla tutela dei consumatori, alla difesa del reddito, alla promozione sociale ed alla difesa della legalità. La Cooperativa edificatrice ieri e COOP Lombardia oggi, che ne ha proseguito le sorti, non sono mai state soltanto un punto di vendita al consumo. In particolare nella storia di Busto la Cooperativa ha significato la vendita di prodotti accessibili al reddito operaio, la produzione in forma cooperativa di alimenti, la realizzazione del Teatro nella sede di via Cairoli, la raccolta del risparmio con la Banca Cooperativa, la costruzione di alloggi in via Marco Polo, l’edizione di un giornale ( “ll Lavoro” prima e “la Vedetta cooperativa” in anni più recenti).

È un esempio di democrazia che Carlo Azimonti, formidabile animatore della cooperativa e sindaco socialista della città di Busto, eletto nel 1914, amava chiamare “attiva”, e che oggi potremmo definire “responsabile”, perché espressione di un confronto che nasce dal prendersi carico della soluzione dei problemi della città.