Un supermercato in “classe A”

Il progetto che si realizza in viale Duca d’Aosta a Busto Arsizio risponde a requisiti molto innovativi: si tratta di un supermercato in classe A, tecnologicamente il più avanzato dell’intera rete COOP, un esempio che farà strada per il futuro.

Rendering BorriCosì come in passato Coop si distinse per innovazione in tutta la penisola, oggi l’azienda desidera stare al passo coi tempi con una forte attenzione all’ambiente. Lo scopo è quello di realizzare un progetto adeguato per la storia di Coop e per il futuro. L’intervento del progetto riguarda una realtà particolarmente strategica e sensibile per la città di Busto Arsizio: adiacente al centro storico e sulla principale via di penetrazione alla città, il lotto costituisce un ex comparto produttivo
dismesso da riqualificare. Il nuovo edificio che ospiterà la Coop di viale Duca d’Aosta (oggi in fase di ultimazione) nasce dalla volontà di restituire una funzionalità ormai persa a un’area dismessa. Mantenendo il rapporto con il contesto, l’edificio si erge prendendo la sua sagoma dal fabbricato preesistente.

L’ORGANIZZAZIONE DEL SUPERMERCATO

Il progetto prevede l’insediamento di una media struttura di vendita di 2300 mq, con un parcheggio visitatori al piano seminterrato, mentre al piano primo si trova un parcheggio anche ad uso pubblico per un totale 207 posti auto. Una particolarità che rende unico il nuovo complesso commerciale è la scelta di rialzare il piano terra dell’edificio alla quota “nobile” di 1,35 m dal piano strada, così da rendere il livello seminterrato dei parcheggi più luminoso e sicuro.
Il nuovo concept interno prevede l’utilizzo di materiali semplici, ma confortevoli: il legno, per rendere l’idea di un posto caldo e accogliente e il metallo, che si pone in armonia con il ferro battuto esterno. Con 15 casse, di cui 5 automatiche, verranno previsti corner per gli alimenti, con area benessere oltre a corner specifici di prodotti per la casa. Per quanto riguarda i servizi interni alla vendita, verranno suddivisi i reparti principali, con una ripartizione specifica per il reparto bio, per il take-away, il reparto salumi e formaggi, la vendita sushi, il reparto enoteca, oltre alle massime espressioni di servizio macelleria, pescheria, forneria e gastronomia.

Rendering BorriUN EDIFICIO GREEN

A livello tecnologico, l’edificio si presenta come uno dei più avanzati e “green” dell’intera catena dei supermercati di Coop Lombardia: l’impianto fotovoltaico di 65 Kw, unito al sistema di illuminazione smart con utilizzo dei led e dei sensori per la gestione delle luci, l’allaccio al teleriscaldamento e i sistemi di recupero del calore lo rendono altamente rispettoso dell’ambiente. Tale complesso sistema tecnologico permette di rendere l’edifico quasi ad impatto zero, riutilizzando il calore prodotto dai macchinari per il raffrescamento. Si è scelto di utilizzare un impianto transcritico per il Freddo Alimentare, ovvero, un sistema che abbatte i consumi energetici. Viene utilizzato come refrigerante il CO2 al posto dei gas tradizionali cosi da avere impatto Zero sulle emissioni che incrementano il buco dell’ozono. L’azione combinata di tutte queste soluzioni permette un minor dispendio di energia per raffrescare e riscaldare l’edifico e fornisce, allo stesso tempo, una maggiore quantità di aria rigenerata per la città. In questo modo l’edifico riduce complessivamente le emissioni di CO2 di circa 78.000 kg all’anno, pari al consumo di circa 60 famiglie italiane.

Rendering BorriLA RIPRESA DEL FERRO BATTUTO, PER REINTERPRETARE LE ANTICHE CANCELLATE DELLE VILLE BUSTESI

Uno degli aspetti fondamentali dell’intero intervento è stato trovare per un edificio contemporaneo la giusta disposizione per creare un positivo rapporto con il tessuto urbano circostante. La vera sfida è stata quindi quella di comprendere come gli edifici storici del contesto potessero entrare in continuità con il progetto e come lo stesso fosse in grado di integrarsi con la natura.
Il rapporto con la città e col verde è stato mediato attraverso un attento studio delle facciate: in primis si è approfondito il rapporto luce-ombra, essendo questo l’elemento chiave per l’analisi degli edifici circostanti. I palazzi limitrofi lavorano sul dettaglio, fanno dell’ombra la loro parte preponderante, sono ricchi di aggetti o cornici e ciò li ha resi unici e irripetibili. Il nuovo intervento, per potersi inserire in un contesto così sedimentato, utilizza la luce e l’ombra per creare
i suoi prospetti sulla città. A tal fine, si è pensato di recuperare la memoria storica di un materiale “bustocco” per farlo divenire un elemento ancora attuale e caratterizzante, utilizzando il “ferro battuto” per le facciate ovest ed est e per tutto il basamento, così da ricordare – e allo stesso reinterpretare – le architetture in stile liberty tipiche della città. Riprendendo questo materiale, l’architettura contemporanea ritorna ad essere una rappresentazione del lavoro
artigianale che, forgiando e saldando la facciata, fatta anche dalle sue piccole imprecisioni, crea una vera e propria opera d’arte. Per scelta progettuale, si è deciso di posizionare l’elemento ferro a circa 10 cm dalla superficie: il variare di luci e di ombre nell’arco della giornata sarà in grado di creare composizioni che non saranno mai uguali a sé stesse. La facciata trasformerà così l’ombra in una sorta di ricamo che si armonizza con il contesto.

Rendering BorriIL VERDE PENSILE

Un altro tema molto importante è stato il tentativo ben riuscito di valorizzare la forte presenza del verde che caratterizza l’area come uno dei polmoni della città. Si è quindi deciso di “portare” il verde del parco del Borri sulla facciata nord per farlo correre sui tetti delle pensiline dei parcheggi e per farlo arrivare a ricongiungersi idealmente, passando per la facciata sud, al parco presente nella villa sede dell’Univa.
Il verde delle facciate, con i suoi 2000 mq, non si pone solo come elemento d’arredo, ma anche come sistema per raffrescare l’edificio in maniera naturale, abbattendo la temperatura sulle facciate e sul tetto di circa il 50% durante il periodo estivo e mantenendo il calore all’interno dell’involucro nel periodo invernale. In sintesi, le facciate ovest ed est rappresentano la storia, mentre le facciate sud e nord, assieme alla copertura, rappresentano la natura.
Con un mix di storia, natura, sostenibilità e nuove tecnologie, il nuovo complesso fungerà da esempio per tutte le Coop in Lombardia e rappresenterà per il territorio un vero elemento di innovazione, nel rispetto del passato e con un importante sguardo al futuro.

Architetto Alberto Bonacina
Direttore Tecnico Coop Lombardia s.c.