Rapporto Coop 2022: dopo il Covid, la tempesta perfetta

Su www.italiani.coop è disponibile, come ogni anno, l’anteprima digitale del Rapporto Coop 2022 – Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani, redatto dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) con la collaborazione scientifica di Nomisma, il supporto di analisi di Nielsen e i contributi originali di Gs1-Osservatorio Immagino, Iri Information Resources, Mediobanca Ufficio Studi, Nomisma Energia e Npd.

Secondo l’analisi, il Covid-19, la crisi climatica, la guerra e l’inflazione sono i fattori che si sono sommati innescando la “tempesta perfetta”. Questo ha determinato una situazione in cui, sopravvissuti alla pandemia, gli italiani si trovano ora sconvolti dalla guerra e dall’inflazione, immersi in un contesto che proietta il Paese verso un pericoloso nuovo mondo, in cui la democrazia è più a rischio (il 40% del Pil globale arriva da Paesi non liberi), cresce la povertà alimentare, il commercio internazionale decresce e l’emergenza climatica è una drammatica quotidianità.

Quello che l’indagine Coop evidenzia, infatti, è che se il Pil mondiale sconta un ribasso, anche l’Italia vede un inevitabile peggioramento delle sue previsioni di crescita, ponendo fortemente in primo piano sia la preoccupazione per la crisi climatica, sia quella per l’inflazione, la cui impennata ha riportato indietro il Paese di oltre 40 anni rendendolo ancor più vulnerabile e polarizzato: la classe media sempre più in difficoltà scivola verso l’area della povertà vera e propria ( + 6 milioni nell’ultimo anno) di converso cresce il mercato del lusso, portando con sé un divario sempre maggiore tra chi è instabile e chi non lo è.

Di fronte al caos del mondo, rispunta però la dimensione personale come meta di tutte le attenzioni: in primo piano per gli italiani ci sono salute, benessere, affetti e amore. Insieme al cibo. Secondo il rapporto Coop, infatti, sono 24 milioni e mezzo i connazionali che nonostante l’aumento dei prezzi non sono disposti a scendere a compromessi nelle loro scelte alimentari e nei prossimi mesi prevedono di diminuire la quantità ma non la qualità del loro cibo.Per la grande distribuzione italiana il futuro si presente denso di incognite. Le aziende del settore sono schiacciate da un lato dall’incremento dei prezzi dei listini industriali e dall’esplosione caro energia, e dall’altro dalla necessità di attutire l’impatto dei prezzi sui portafogli delle famiglie.

È una partita decisiva quella che ci accingiamo a giocare in un anno che ha segnato la fine di molte certezze e la comparsa di più di un’occasione di inquietudine con cui facciamo i conti sia personalmente che come dirigenti di cooperativa”, ha commento Maura Latini, amministratrice delegata di Coop Italia. “Nessuno di noi credo a inizio 2022 avrebbe potuto prevedere una situazione di tale complessità peraltro non solo destinata a durare, ma con buone probabilità a accentuarsi. È questo anche il tempo della responsabilità – prosegue Latini – che come Coop abbiamo nei confronti dei nostri dipendenti, delle famiglie di soci e consumatori con cui quotidianamente ci interfacciamo. Noi di Coop abbiamo fatto una scelta di posizionamento proprio nel 2020 nell’anno della pandemia, l’abbiamo annunciata a maggio scorso e la stiamo attuando, pensiamo sia una scelta importante e vincente che si basa sul nostro prodotto a marchio: la migliore integrazione fra i valori di Coop, la sostenibilità e la convenienza”.

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