Vota la Cripta di Sant’Eusebio tra i Luoghi del Cuore

Anche Coop Lombardia, attraverso il Comitato Soci Coop di Pavia, è entrata a far parte del comitato per la Cripta di Sant’Eusebio, per proporre l’importante monumento medievale tra i Luoghi del Cuore del FAI.

Nonostante si trovi nel cuore della città, la Cripta di Sant’Eusebio è un luogo poco noto e trascurato. Pur conservando un grande fascino, la cripta ha perso molto del suo splendore.
Dopo l’ultimo restauro, l’edificio, non sufficientemente tutelato dalla copertura, ha subito un lento e progressivo offuscamento degli affreschi (ora coperti di uno strato di sali), oltre a un deterioramento complessivo. Occorre dunque un progetto di intervento globale, che preveda un idoneo sistema di condizionamento e una protezione dagli agenti esterni di varia natura, per poi procedere al ripristino degli affreschi e a un restauro conservativo dell’intera struttura.

Per questo è stato costituito il comitato Per la cripta di Sant’Eusebio che comprende, oltre a vari esponenti della cultura locale e al Comitato Soci Coop di Pavia, gli Amici dei Musei e Monumenti pavesi, la Società per la conservazione dei Monumenti dell’arte cristiana, Pavia fotografia, il Club Inner Wheel Pavia. L’obiettivo è quello di far rientrare la Cripta di Sant’Eusebio nella decima edizione de I Luoghi del Cuore, il censimento del FAI dei luoghi italiani da non dimenticare.

Il Comitato Soci Coop di Pavia si è da subito attivato prevedendo un punto per la raccolta firme presso il Supermercato Coop di Pavia. Ma puoi aderire all’iniziativa anche votando online sul sito del FAI cliccando qui.

Già dall’esterno il complesso si rivela di notevole interesse. La muratura e le tombe alla cappuccina, disposte radialmente attorno al circuito absidale, risalgono probabilmente all’epoca longobarda. Il suggestivo interno a oratorio – scompartito in cinque navate da quattro file di colonnine, su cui poggiano le volte a crociera – documenta, invece, la ricostruzione dell’undecimo secolo. Di particolare interesse sono i capitelli delle colonnine, alcuni dei quali hanno una struttura ad alveoli triangolari forse di origine longobarda (un possibile reimpiego dall’edificio più antico), o forse risalenti all’XI secolo. Sono rimaste ampie tracce della decorazione affrescata, probabilmente databile alla seconda metà del XII secolo, che doveva interessare l’intero invaso interno.
Dalla metà degli anni Settanta la cripta, che è una sezione dei Musei civici, è aperta al pubblico o su prenotazione o in occasioni speciali. Il periodo forse di maggior visibilità è stato durante e a ridosso della mostra su “I longobardi. Un popolo che ha cambiato la storia”, quando gli Amici dei Musei e Monumenti Pavesi si sono fatti carico della sua apertura durante i fine settimana da settembre a dicembre 2017 e poi nell’estate successiva. In quel periodo è stata visitata da quasi 25.000 persone. E nell’estate 2018 è stata anche set per il film “Le aquile randagie” del regista Gianni Aureli.

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