Campi Liberi 2017: passaggio di consegne

E!state Liberi il primo campo del 2017 - 12 giugno 2017 (5)Si è concluso da poco il primo campo del 2017 firmato Campi Liberi con Coop Lombardia, svoltosi in Sicilia.
Lunedì 3 luglio partirà invece il secondo gruppo, capitanato dalla nostra collega Laura, con destinazione Puglia.
Vogliamo quindi effettuare un simbolico passaggio di consegne lasciando la parola alla nostra collega Lina, che ha ancora ben impresse nella mente tutte le immagini dell’esperienza vissuta a Castelvetrano.

“…Credo sia giunto il momento di scrivere cosa è stato partecipare ai campi che Coop Lombardia organizza in collaborazione con Libera e Libera Terra.
Partecipare ai campi di libera non è andare in vacanza a spese dell’azienda. Partecipare ai campi è un impegno importante, è un vivere in cooperazione con persone che non necessariamente si conoscono tra loro e che insieme vivono un’esperienza unica!
…Se ci penso ora faccio fatica a credere che tutto si è e svolto in sei giorni: sei giorni di incontri con uomini e donne che hanno dato e danno il tempo per combattere la mafia e vivere nella legalità, anestetizzando le paure.
Come Antonella Borsellino, sorella di Paolo e figlia di Giuseppe, uccisi perché stavano mettendo su una piccola azienda di calcestruzzi, è stata lasciata sola a cercare di capire cosa fosse successo e perché.

O come Serafino, un giovanotto di 86 anni che con la sua lucidità e capacità di raccontare ci ha fatto rivivere quello che nel 1° maggio del 1947 ha vissuto in prima persona: quello che doveva essere un giorno di festa, dove decine e decine di famiglie dopo il comizio avrebbero diviso e condiviso pane e companatico, si è rivelata la prima strage di mafia, con mitragliate che hanno colpito indistintamente uomini, donne e bambini.
Un luogo dove Serafino, allora sedicenne ha visto il suo amico cadergli accanto, morto sparato. Ed è per non dimenticare che ha chiesto a noi di portare questo racconto tra i nostri conoscenti, amici, parenti, affinché quelle 11 pietre, erette a memoria, non rimangono sassi ma nomi…
Il Giardino della Memoria è stata un’altra tappa a cui nessuno riesciurà mai ad essere pronto fino in fondo: il luogo dove il piccolo Giuseppe Di Matteo è stato tenuto prigioniero per quasi 740 giorni, fino alla morte per mano dei suoi rapitori. Ora il casolare è stato ristrutturato, ma visitandolo non si può fare a meno di ripensare al fatto che il seminterrato ha sentito i lamenti, i respiri, i sospiri e i pianti e forse una risata di pazzia. Niente è più come prima!
E come non andare poi sul luogo dove Il giudice Falcone, sua moglie e la loro scorta hanno trovato la morte .

Essere su quel piccolo piazzale, sotto quella grande stella che riporta i nomi, è stato un altro momento fortissimo.
Anche questo è partecipare ai campi di libera: avere memoria di un passato che appartiene a tutti.
Ma la Storia che più mi ha colpita e quella di un giovane di circa 30 anni, bello fuori ma ancor più dentro.
Il giovane è venuto da noi, alla casa dove eravamo ospiti (il nido delle rondini, un altro bene confiscato alla mafia e ora in comodato d’uso alla cooperativa Rita Atria), e ha cominciato la sua storia dicendo di essere stato un adolescente inquieto e asociale. Appartenente a una nota famiglia mafiosa non accettava di farne parte, e appena ha potuto ne è uscito. Si è mantenuto negli studi lavorando in una città che di lui non sapeva niente ed è riuscito a realizzare il suo sogno: laurearsi e lavorare, solo con le sue forze. Fino a quando, però, è stato costretto a tornare al suo paese per evitare che suo fratello più piccolo, entrasse in quel gioco di potere che gioco non è.
Il giovane è riuscito dopo vari tentativi a fare in modo che suo padre collaborasse con la giustizia e facesse quello che questo ragazzo adulto avrebbe desiderato tanto da adolescente, avere un papà .
Questo giovane ha scelto di vivere nella legalità e ha scelto di vivere senza scorta.

Voglio concludere dicendo che i beni confiscati alla mafia vengono dati in gestione per 25 /30 anni a delle cooperative che realmente riportano i terreni e i casolari a nuova vita! E Coop lombardia, sostiene in parte i progetti di queste piccole cooperative con tante iniziative .
Giovani laureati, come i presidenti della cantina Cento Passi, Pio La Torre e Rita Atria, mettono a frutto il loro sapere per produrre vini, grano, olio, lenticchie, marmellate e tanto altro. Ma hanno bisogno che questi prodotti, che trovate nei supermercati e negli ipercoop con il marchio Libera Terra li compriate affinché la legalità vinca. E vincere si può se tutti facciamo la nostra parte, perché la Sicilia è una terra meravigliosa ed è di tutti noi.”

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