Al Museo del Novecento una mostra su de Pisis

Fino al 1° marzo 2020 il Museo del Novecento di Milano ospiterà la più ampia retrospettiva milanese degli ultimi 50 anni dedicata a Filippo de Pisis, con l’obiettivo di restituire la sensibilità pittorica dell’artista ferrarese e il ruolo di protagonista nell’esperienza della pittura italiana tra le due guerre.

Poeta e pittore dal talento versatile, Filippo de Pisis è una figura senza confronti nelle vicende artistiche del Novecento italiano. Ha attraversato Paesi e movimenti pittorici lasciando la propria impronta senza mai concedersi interamente a nessuna corrente artistica. Viaggiatore instancabile, ha vissuto e lavorato a Milano, Roma, Venezia, nel Cadore, ma soprattutto a Parigi e a Londra, tutti luoghi per lui “fatali” e fucine di continue suggestioni pittoriche.
Nel corso della sua carriera de Pisis ricorse a un’incredibile varietà di soggetti, sempre filtrati dalla sua personale narrazione e senza mai uniformarsi a uno stile che non fosse il proprio: vivaci vedute cittadine, paesaggi ariosi delle montagne a lui care, intensi ritratti capaci di cogliere la personalità della figura descritta e inusuali combinazioni di nature morte.

La mostra, suddivisa in 10 sale, presenta al pubblico oltre 90 dipinti, tra i più ‘lirici’ della sua produzione, provenienti dalle principali collezioni museali italiane. In più, il percorso cronologico introduce e dispiega il mondo di de Pisis, dagli esordi del 1916, in cui risuona l’eco dell’incontro con la pittura metafisica di de Chirico, fino al periodo drammatico dei lunghi ricoveri nella clinica psichiatrica di Villa Fiorita all’inizio degli anni Cinquanta.
In un continuo gioco di rimandi tra parola e colore, tra poesia e pittura, la rassegna ripercorre anche i temi cruciali della poetica di de Pisis, attraverso accostamenti di vedute urbane, nature morte e seducenti fantasie marine: da Le cipolle di Socrate (1926) del Museo di Grenoble a Natura morta isterica (1919), a Ring Square (1935) della collezione Augusto e Francesca Giovanardi, a Soldatino francese (1937) del Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi – Regole d’Ampezzo di Cortina, fino al Gladiolo fulminato (1930) proveniente dalle collezioni ferraresi, solo per citare alcuni dei capolavori esposti.

Per i Soci Coop è previsto l’ingresso ridotto. Scopri di più sulla mostra cliccando qui.

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