L’albero delle donne milanesi del Novecento

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The redevelopment of the square in front of the Piazza Lodi Center, along viale Umbria, moves to the heart of this area of Milan, a new, renovated place.

Coop Lombardia, architect of the renewal of the square, now intends to complete the intervention with a dedication to three Milanese women who have made significant contributions not only to the city but to Italian culture in different fields.

The idea is that of a symbolic tree, sturdy, modern, slender, with rich branches that bend in the wind, but that are resistant.

The sculpture is a tribute to the memory of three great women who lived and worked in Milan: the poetess of the promised lands Alda Merini, the German photographer Inge Feltrinelli, who became a publisher here, and the partisan Onorina Brambilla.

 

The concept

A single tree trunk, with the crown surrounded by a circle which, (as is known, a symbol of the feminine) represents three different women, united by their belonging to history in the making: here, the idea of three large leaves, different in shape – but not by essence – that extend in different directions within the overall image of the tree that takes up the figure of a woman.

The idea of modernism is rendered by color, a red monochromatic figure. The contrast between the static nature of the base and the accentuated dynamic overlying structure signifies the permanence of the memory and the imminence of the future. The three gold-colored leaves are the sign of the value of the three women and of the legacy they have left to the new generations.

 

 

The three Milanese women

Alda Merini (d. 2009), a woman with a singular artistic and human story, was an extraordinary writer who loved to call herself “the poetess“. It is said of her that she wrote “the most beautiful poems with a sharpened air of mystery”. Among the favorite themes of the “poetess of the Navigli” – she lived for a long time in the Porta Genova area – we must certainly remember the search for a human God, carnal and total love, estrangement and the gift of oneself. Her works include La Terra Santa (1984), La pazza next door (1995) and Superba è la notte (2000).

Inge Schőnttal Feltrinelli (d. 2018) was a German naturalized Italian photographer and reporter, capable of immortalizing personalities from the world of cinema, literature and politics in her famous shots: Greta Garbo, Hemingway, Picasso, Kennedy. She arrived about sixty years ago in a Milan very different from the current one, alongside her husband Giangiacomo Feltrinelli, and thanks to her strong character, her intellectual curiosity and her prestigious acquaintances, she managed to impress a particular imprint on the activity of the publishing house which has therefore become an important point of reference for intellectuals from all over the world. After the tragic death of her husband, in March 1972, supported by the editorial committee, it was she who continued Feltrinelli’s editorial policy and saved the publishing house, which was then handed over to her son Carlo.

Onorina Brambilla (d. 2011), known as “Nori” by friends, was a partisan and trade unionist who fought strenuously against Nazism. After escaping the concentration camp of Bolzano-Gries in which she was imprisoned (she was released on April 29, 1945) she never stopped keeping alive the memory of the Resistance, participating in conferences, workshops and lessons in schools, and fighting against some drifts of revisionism and some of its dangerous falsifications. Together with her husband Giovanni Pesce, she was the protagonist of a documentary film, entitled Senza trgua (2003), presented at the sixtieth edition of the Venice International Film Festival.

 

The new square

The design purpose was to enhance a large area within a consolidated urban fabric. From a formal point of view, the intervention was made recognizable through the construction of a large canopy which, in addition to the mere practical functionality of shelter from the elements and shading, could give a recognizable connotation to the intervention, thus giving an urban quality to the whole area. This metal roof is supported by only two pillars that separate at the top of the connection with the canopy.

The restyling of the entrance consists in the creation of a new “open entrance hall, partially screened with windows for the access area to the existing building, expanding the area of responsibility of the entrance portion on the ground floor and in the redefinition of the shape of the “veranda” above the entrance hall on the first floor, keeping the pre-existing surface unchanged. The entrance is enhanced through the use of two contrasting materials: the rough stone and the mirror, which reflects the surrounding greenery and makes the space even wider. In addition, the use of this type of finish allows the building to fit uniformly into the context.

 

The artist

The work was designed by the architect Nicola Marinello, CEO of the Ni-ma.it studio based in Busto Arsizio.

For years, the architect has been working on multiple collaborations with Coop Lombardia, for which he has created and redesigned several stores, often dealing with the restyling of the facades.

In 2020, the Ni-ma.it studio created a first monument in the Municipality of Busto Arsizio dedicated to the working women of the now no longer in use, Calzaturificio Borri, next to which the Coop store in viale Duca D’Aosta now stands.

The two monuments, although different in material, shape and finish, derive their origin from two similar concepts, referring to each other.

 

 


La riqualificazione della piazza antistante il Centro Piazza Lodi, lungo viale Umbria, restituisce, nel cuore di questa zona di Milano, un luogo nuovo, rinnovato.
Coop Lombardia, artefice del rinnovamento della piazza, intende ora completare l’intervento con una dedica a tre donne milanesi che hanno offerto, in ambiti diversi, significativi contributi non solo alla Città, ma alla cultura italiana.

L’idea è quella di un albero simbolico, resistente, moderno, slanciato, con fronde ricche che si piegano al vento, ma che resistono.
La scultura è un omaggio alla memoria di tre grandi donne che hanno vissuto e operato a Milano: la poetessa delle terre promesse Alda Merini, la fotografa tedesca Inge Feltrinelli, divenuta qui editrice, e la partigiana Onorina Brambilla.

 

Il concept

Un solo tronco d’albero, con la chioma cinta da un cerchio (che, come è noto, simboleggia il femminile) a rappresentare tre donne diverse, accomunate dalla loro appartenenza a una storia in divenire: qui, l’idea di tre grandi foglie, dissimili per forma – ma non per essenza – che si protendono in direzioni diverse dentro l’immagine complessiva dell’albero che riprende la figura di donna.

L’idea della modernità è resa dal colore, una figura monocromatica rossa. Il contrasto tra la staticità della base e l’accentuato dinamismo della struttura sovrastante sta a significare la permanenza del ricordo e l’imminenza del futuro. Le tre foglie color oro sono il segno del valore delle tre donne e dell’eredità che hanno lasciato alle nuove generazioni.

 

 

Le tre donne milanesi

Alda Merini (m. 2009), donna dalla singolare vicenda artistica e umana, è stata una straordinaria scrittrice, che amava definirsi “la poeta”. Di lei si è detto che abbia scritto “le più belle poesie con la mente aguzzata dal mistero”. Tra i temi prediletti dalla “poeta dei Navigli” – visse a lungo nella zona di Porta Genova – vanno senz’altro ricordati la ricerca di un Dio umano, l’amore carnale e totale, lo straniamento e il dono di sé. Fra le sue opere si ricordano La Terra Santa (1984), La pazza della porta accanto (1995) e Superba è la notte (2000).

Inge Schőnttal Feltrinelli (m. 2018) è stata una fotografa e reporter tedesca naturalizzata italiana, capace di immortalare in famosi scatti personalità del mondo del cinema, della letteratura e della politica: Greta Garbo, Hemingway, Picasso, Kennedy. Giunta una sessantina d’anni fa in una Milano ben diversa da quella attuale, al fianco del marito Giangiacomo Feltrinelli, è riuscita a imprimere, grazie al suo carattere deciso, alla sua curiosità intellettuale e alle sue prestigiose frequentazioni, un’impronta particolare all’attività della Casa editrice divenuta, dunque, un importante punto di riferimento per gli intellettuali di mezzo mondo. Dopo la tragica morte del marito, nel marzo 1972, supportata dal comitato di redazione, è stata lei a proseguire la politica editoriale della Feltrinelli e a salvare la casa editrice, consegnata poi al figlio Carlo.

Onorina Brambilla (m. 2011), detta “Nori” dagli amici, è stata una partigiana e sindacalista che si è strenuamente battuta contro il nazismo. Dopo essere scampata al campo di concentramento di Bolzano-Gries nel quale era stata rinchiusa (venne liberata il 29 Aprile 1945) non ha mai smesso di tenere viva la memoria della Resistenza, partecipando a convegni, laboratori e lezioni nelle scuole, e di battersi contro alcune derive del revisionismo e di certe sue pericolose falsificazioni. Insieme al marito Giovanni Pesce, è stata protagonista di un film documentario, intitolato Senza tregua (2003), presentato alla sessantesima edizione della Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

 

Il nuovo piazzale

Lo scopo progettuale è stato quello di valorizzare un’ampia area entro un tessuto urbano consolidato. Dal punto di vista formale, si è reso riconoscibile l’intervento tramite la realizzazione di un’ampia tettoia che, oltre alla mera funzionalità pratica di riparo dalle intemperie e di ombreggiamento, sapesse dare una connotazione riconoscibile all’intervento, donando così una qualità urbana all’intera area. Tale copertura metallica è sorretta da soli due pilastri che si separano in cima all’innesto con la pensilina.

Il restyling dell’ingresso consiste nella creazione un nuovo “androne aperto, parzialmente schermato con vetrate per la zona di accesso all’edificio esistente ampliando lo spazio di competenza della porzione di ingresso al piano terra e nella ridefinizione della sagoma della “veranda” soprastante l’androne al piano primo, mantenendo invariata la superficie preesistente.

L’ingresso viene valorizzato tramite l’utilizzo di due materiali contrastanti: la pietra grezza e lo specchio, che riflette il verde circostante e che rende lo spazio ancora più ampio. Inoltre, l’utilizzo di questo tipo di finiture permette al fabbricato di inserirsi in modo uniforme nel contesto.

 

L’artista

L’opera è stata ideata dall’Architetto Nicola Marinello, ceo dello studio Ni-ma.it con sede a Busto Arsizio.
Da anni l’Architetto svolge molteplici collaborazioni con Coop Lombardia, per la quale ha realizzato e riprogettato diversi punti vendita, occupandosi sovente del restyling delle facciate.
Nel 2020, lo studio Ni-ma.it ha ideato un primo monumento nel Comune di Busto Arsizio dedicato alle donne lavoratrici dell’ormai dismesso Calzaturificio Borri, accanto al quale oggi sorge il punto vendita Coop di viale Duca D’Aosta.
I due monumenti, seppur diversi nel materiale, nella forma e nella finitura, traggono la loro origine da due concept affini, richiamandosi l’un l’altro.