Passaggio di testimone fra i nostri campisti

Campi Liberi in Sicilia – 28 agosto 03 settembre (23)Lunedì 4 settembre un nuovo gruppo di colleghi e Soci volontari è partito alla volta della Sicilia.
Un simbolico passaggio di testimone con chi, fino a domenica, era a San Giuseppe Jato, per osservare da vicino come su quelle terre ogni giorno si coltiva impegno, memoria e responsabilità.

L’avventura del gruppo, capitanato dalla nostra Sara, è iniziata con un abbondante pranzo a base di caciocavallo, caponata e pasta con ricotta salata, per mettere da parte tutte le forze necessarie da dedicare ad un’intensa settimana di lavoro e di formazione, che si è svolta sotto l’occhio vigile di Angelo, l’agronomo della Cooperativa Placido Rizzotto, e di Chiara, la referente del presidio di San Giuseppe Jato.

Nelle terre dello Jato a fine agosto è tempo di vendemmia, i volontari hanno quindi potuto seguire da vicino tutte le attività previste per favorire il raccolto: un rituale che li ha visti già di prima mattina sui campi, per defogliare le viti di Trebbiano.
Nel corso del viaggio sono stati organizzati alcuni momenti di approfondimento culturale, come l’incontro con il regista di Sicilian Ghost Story, la rivisitazione della storia del piccolo Di Matteo, e la successiva proiezione all’interno delle suggestive rovine della Chiesa della Madonna dello Spasmo a Palermo.
Nei giorni successivi i ragazzi hanno poi potuto visitare i luoghi in cui il piccolo Di Matteo è stato tenuto prigioniero prima di essere ucciso. Nel Giardino della memoria l’emozione e la commozione annodano la gola e spezzano il respiro: è sicuramente una delle esperienze più toccanti vissute dai partecipanti.
La giornata di mercoledì è stata dedicata alla visita della Cooperativa Rita Atria, dove Vito, attuale presidente, ha mostrato ai nostri la ripiantumazione degli ulivi avvenuta due anni fa, anche grazie alla raccolta fondi Adotta un Ulivo.
Non sono poi mancati momenti di incontro e ricordo, tra cui quello con Antonella Azoti, figlia di Nicolò Azoti, uno dei sindacalisti uccisi dalla mafia nel ’46, quello con il sempreverde Serafino, testimone di Portella della Ginestra, e con Vincenzo Agostino e sua moglie, i genitori di Nino Agostino, poliziotto ucciso insieme alla moglie incinta.
Nelle giornate successive è proseguito il lavoro sui campi, nei vitigni, eliminando le erbe infestanti che rischiano di intaccare i preziosi grappoli, aiutando a caricare le cassette piene d’uva appena raccolta, pronta per essere lavorata presso la cantina Centopassi, e raccogliendo pomodori e melanzane in vista di una gustosa parmigiana a marchio Libera Terra.
La settimana si è così conclusa, portando con sé moltissime informazioni, momenti di condivisione, ma anche amicizia, risate, lacrime e ricette!