Io ero, sono, sarò: 10mila visitatori e domenica 17 giugno il finissage

Io ero, sono, sarò: 10mila visitatori e domenica 17 giugno il finissage

Domenica 17 giugno si terrà il finissage della mostra Io ero, sono, sarò, un momento per incontrare l’autrice, Silvia Amodio, e alcune delle donne ritratte, che saranno presenti per raccontare la propria storia e il proprio percorso, per sensibilizzare sul tema del tumore al seno e della prevenzione.

La mostra, visitabile gratuitamente fino al 19 giugno presso la Sala Panoramica del Castello Sforzesco, ha avuto un riscontro molto positivo tra i visitatori che fino ad oggi sono stati ben 10mila.
Un successo che dimostra una grande sensibilità attorno al tema del tumore al seno e che ha dato l’impulso all’idea di portare in giro per l’Italia la mostra e raccontare le testimonianze delle protagoniste, ma anche raccoglierne di nuove.

Il numero di donne colpite da tumore al seno cresce in fretta. Secondo gli ultimi dati dell’Associazione italiana registri tumori nel 2017 si sono ammalati di tumore alla mammella 50.000 donne e 500 uomini. E se un tempo la fascia di età più a rischio era compresa tra i 40 e i 60 anni, oggi la forbice si è allargata fino a raggiungere ragazze di 18 e signore oltre gli 80. Vien da sé che oltre a essere un problema di carattere sanitario, questa è diventata anche una questione sociale e culturale.
È una sofferenza che non riguarda solo una percentuale della popolazione, ma tutti: un malato, infatti, si deve misurare con la società̀ e i familiari che gli stanno intorno, che si prendono cura di lui e lo sostengono.

Io ero, sono, sarò è diventata quindi un’occasione di condivisione per tutti coloro, donne e uomini, che hanno vissuto o stanno vivendo la stessa esperienza. Chi ha deciso di partecipare al progetto lo ha fatto per celebrare la vita.
Le storie catturate da Silvia Amodio raccontano di chi scopre per caso la malattia tre giorni prima del matrimonio o di chi si accorge che c’è qualcosa che non va perché il figlio lattante smette improvvisamente di “attaccarsi a uno dei due seni”, di chi si accorge di avere un nodulo alla 35esima settimana di gravidanza oppure chi, dopo aver subito vari interventi, aveva rinunciato ad avere figli ed invece adesso ha una bellissima bambina.
Queste sono donne che non hanno mai smesso di lottare e di sorridere.

L’appuntamento è quindi per domenica 17 giugno alle 16 per brindare insieme, fare due chiacchiere e vedere le fotografie, per chi non lo avesse ancora fatto.
Questa non è la fine della mostra, ma l’inizio di un percorso.

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